Allora io vado, giusto un paio di settimane, giusto il tempo di disintossicarmi dal lavoro, dai ritmi frenetici, dai suoni di città. Quest'anno ho scelto luglio, agosto non lo reggo più, lo lascio ai fanatici del tuttopieno, io voglio spazi vuoti, timidamente intimi, come gli angoli bui di questo pub, come le ultime due gocce di whiskey nel bicchiere, quelle che somigliano a mille film d'antieroi, troppo affascinanti per buttarle giù.
sparisco nel Sud, tra le trame del mio DNA, nel cuore afoso del precariato, mi sono rasato a zero per far scivolare i pensieri umidi di scirocco, ma l'ho fatto anche per sentire più calde sulla testa le carezze di mia madre, tzè, uno stronzo che predica il rock puroeduro tutto l'anno e poi desidera solo una carezza materna per sentirsi ancora bimbo senza merda per la testa, solo una carezza.
un saluto ai birrafondai, uno ai passanti e uno all'odore del pub, lascio nel jukebox un ultimo sapore di città, veleno morbosamente piacevole, la periferia che non dorme, mai.
(trovateli e non perdeteli di vista, fidatevi)
33 è un terzo perfetto di secolo considerando l'anno perso in tangenziale in conta,
33 è il numero atomico dell'arsenico anche se Lupin non l'ho mai visto giocare in campo,
33 sono i suoni della lingua italiana che mi permettono di sparare le migliori cazzate,
33 sono i giri al minuto che sono mai riuscito a contare restando estasiato davanti al vinile di Unknown Pleasure,
33 è la parola che pronuncio per far inorridire il mio dottore,
33 sono gli anni migliori per scegliere se restare coerenti e lucidi e finire in croce o rinnegare tutto, vestirsi di sorrisi frigidi e vendersi al migliore offerente... vado a spillarmi una doppio malto e decido.
- hai sentito chi è morto?
- eh già, cazzo se mi dispiace... ma ne hanno parlato in qualche tg?
- praticamente da nessuna parte, tanto rumore un pupazzo di plastica made in usa e neppure un soffio di addio per un poeta del proletariato...
- è finita ragazzo, è finita, abbiamo perso, abbiamo perso la memoria e la battaglia, vendiamo l'anima a MTV, facciamoci sodomizzare da qualche discografico di regime, plastifichiamoci il buco del culo, fingiamoci così stupidi da sembrare ricchi, forse un giorno parleranno anche di noi come gli ultimi alcolizzati di tendenza, avremo anche noi un posto nella Hall of Fame
- ce l'abbiamo già, ci tocca di diritto, viviamo, cantiamo e sognamo da una vita in questa cazzo di Stanza della Fame
Ivan Della Mea (1940-2009)
bologna stupisce ancora, nonostante lo sgretolarsi delle coscienze, nonostante l'aridità di questi anni di dominio mediatico, stupisce la sua memoria, stupisce la sua umanità, stupisce perchè sa ancora emozionare.

(prima birra, la bestia mi porta in disparte, cose importanti)
- Hai presente la Stratocaster che ho preso l'anno scorso...
(si tratta di sentimenti, me ne accorgo appena si gratta il culo)
(seconda birra, la storia diviene avvincente, tra rutti e bestemmie)
- ...erano in tre, ma così coglioni che sembravano sei...
(li avrebbe ammazzati, se solo non avessero avuto dodici anni)
(terza birra, con tanto di finale Director's Cut)
- ...e così, una pallonata, spaccata in due, crac, fine della Strato.
- no, noooo, dimmi che non è vero, dimmichenonèverocazzo
- ok, non è vero! solo per bere qualche birra lontani da quegli idioti
liberamente ispirato al romanzo
"Ma i rockettari sognano pecore elettriche?"
Ha preso 111.861 preferenze! dico esistono in italia 111.861 persone che hanno votato mastella, nostro rappresentante nel parlamentare europeo... e io il coglione che vado ancora a votare, io il coglione che, invece di andare al parco dove mi aspettano i ragazzi della band per buttare giù nuovi pezzi in un contesto festivo di birre e cannoni (sì, ok, anche culi al sole), per fare ciò che realmente mi rappresenta, lemiecazzodicanzoni, invece di andare a suonare, sono andato a chiudermi in una gabbia di legno un metro per un metro, nell'anonimato garantito, come se mi dovessi vergognare, come se stessi per commettere un gesto osceno, per mettere una cazzo di ICS su una cartaccia che non è buona neppure per i filtri, la ICS poi, che significa pareggio non vittoria, una ics che non è servita a un cazzo di niente, per gli unici alieni che hanno fatto qualcosa per i diritti umani. ora tenetevi pure mastella, la faccia che vi rappresenta in europa.
e chi mi viene a parlare di dirittodovere se lo può anche prendere nel culo il dirittodovere, dritto dritto di diritto.
(ahhhh... e con questo BASTA, non parlerò mai più di politica)
"E se qualche volta su questi aerei c'é qualche passeggero in più non costa una lira perché l'aereo è già impiegato in quel tragitto: è questione di praticità e pragmatismo"
Anonimo Presidente del Consiglio
ci sono cose che mi lasciano perplesso, non so se è per la mia natura stronza... ma allora, caro presidente, se sullo stesso sedile del treno sediamo io e la mia donna, così vicini come piace a noi, potremmo pagare un solo biglietto, se in autobus lei siede e io le resto in piedi, accanto, per chiacchierare un po', potremmo fare un solo biglietto, vero? se in spiaggia prendo un lettino e poi, quando vado via, lo lascio ai miei amici, allora perchè il bagnino mi guarda così male? se compro un cd e lo ascolto ad alto volume, in giardino, magari assieme a un centinaio di amici più stretti, con qualche cassa di birra, cosa cazzo vuole la SIAE da me? se una volta installato uindos tutti passassero il cd di installazione al vicino, così, solo per praticità, come cazzo ha fatto billgheitz a diventare così ricco? potrei portarle, caro presidente, altri mille esempi, ma tanto è tutto chiaro, eh già, molto probabilmente controllori, autisti, bagnini, softwaristi, sono tutti esseri meschini di sinistra, soliti attaccabrighe caro presidente, cosa ci vuole fare... e io, eh già, il solito stronzo.
cambia il tempo, cambiano le stagioni, cambia il clima
cambia la storia, cambiano i regimi, cambia la moneta
cambia la terra, cambiano gli spazi, cambia la città
cambia il ritmo, cambiano le droghe, cambia lo stress
cambia la donna, cambiano i colleghi, cambia l'amico
cambia il cibo, cambiano i sapori, cambia la birra
cambia la pelle, cambiano i capelli, cambia la taglia
tutto cambia, entropia da vertigini, tempeste di novità,
è tutta un'altra musica, tut-ta-un-al-tra-mu-si-ca...
... così ho deciso finalmente di cambiare il basso,
via il nero, via il lucido, via la rigorosa linea death,
niente demoni in cui specchiarsi, solo esotico legno caldo,
vi presento Caio, il mio nuovo Demon Cleaner.